A partire dal concepimento, ogni Essere Umano é UNICO. Altrettanto UNICA dovrà essere la sua Psicoterapia. L'unica regola valida sembra essere l'eccezione alla regola. Non esiste miracolo più grande di un feto nel grambo materno: nel momento del concepimento nasce nel corpo della madre un Embrione insostituibile, con il proprio particolarissimo statuto ontologico. Con la fecondazione dell'ovulo sono già poste tutte le basi di ciò che costituisce l'essenza dell'Uomo. Lo sviluppo che subisce un feto nei primi nove mesi è ancora più sconvolgente di quello che può accadere dopo la sua nascita. Già nel grembo materno un bambino sperimenta emozioni, percepisce l'umore dei genitori e vi reagisce.
Senza la pretesa di voler spaccare le semibiscrome in quattro e semplificando molto, noi non scegliamo di nascere. L'entrata nel mondo esterno può essere in effetti, come sosteneva la psicoanalista Otto Rank, la prima esperienza traumatica e rende bene la locuzione coniata da Martin Heidegger di "essere-gettato": siamo catapultati nel mondo esterno in modo brusco, improvviso, brutale. Questo in considerazione di un parto eutocico (naturale), senza complicazioni ed imprevisti. Gettati in questo mondo, ci ritroviamo in un mare di possibilità di scelta, più o meno realizzabili, che definiscono la direzione della nostra esistenza.
La nostra identità, la nostra storia personale, si costituisce gradualmente attraverso l'interazione con i nostri simili, che plasma il nostro essere, facendolo evolvere, trasformandolo in modo continuo, costante ed inevitabile. Siamo esseri dinamici in continuo mutamento, sempre uguali e sempre diversi.
Ogni giorno dentro di noi alcune cellule muoiono (come quelle del plasma e dell'epidermide), mentre altre, come i neuroni (le cellule cerebrali), ci accompagnano probabilmente per tutta la vita. Sarebbe per noi necessario riuscire a cogliere la nostra esistenza con uno sguardo ampio e unico, dalla nascita alla morte; così come non scegliamo di nascere, non possiamo scegliere di non morire. Senza la consapevolezza della morte la vita avrebbe forma diversa. E' proprio la consapevolezza del limite indiscutibile ed ineludibile della Vita che la dota di senso e significato, conferendole valore. Penso che ignorare questo naturale limite sia una forma di cecità.
Non sapremo mai quanto durerà la nostra esistenza: ogni giorno è buono per morire e la possibilità della morte non appartiene solo alla vecchiaia. Noi, singoli esseri umani, siamo un puntino infinitamente piccolo, alle volte con la presunzione di essere tutto. In verità, siamo come una cellula parte di un organismo gigantesco che comprende tutti i singoli esseri umani sulla Terra, che l'Universo guarda sornione nella nostra ingenuità e piccolezza.
Se ogni Essere Umano è unico e irripetibile, proprio per questo va trattato con rispetto, discrezione, con dignità ed umanità. Il sofferente, con il suo grido silenzioso, è icona di Cristo, anche se alterata e sfigurata. Il sofferente è, come si suol dire fra Noi, un Alter Christus.
Di certo, numerose evidenze scientifiche, trasversali ai diversi orientamenti psicoteràpici, ci portano a concludere che più profondo è il livello che sostiene il disturbo in età adulta, più lunga e complessa sarà la Psicoterapia, nell'atto di favorire la metamorfosi del paziente da Persona ad INDIVIDUO. L'acquisizione della maturità psicologica è compito esclusivo di ciascuno, un compito arduo in quanto la personalità individuale è sovente soffocata e compromessa da una sempre più vasta soccombenza al conformismo.


L'intervento psicoterapeutico individuale si organizza gerarchicamente su 4 livelli interdipendenti:

 1) Sintomi e condizioni problematiche;
 2) Nozioni e strategie di coping maladattive e disfunzionali;
 3) Alterazioni e/o conflitti coniugali, intrafamiliari ed interpersonali;
 4) L'indagine scientifica diretta sul Triangolo Primario ed indiretta sul Reticolo Relazionale-Trigenerazionale / Intergenerazionale che conduce a conflitti intrapersonali.


Il patrimonio genetico che ereditiamo per il 50% dai nostri padri e per il 50% dalle nostre madri, a loro volta eredi del DNA delle generazioni precedenti, ovvero quella che si suol chiamare "ereditarietà", non comporta la patologia, ma solo una certa predisposizione ad ammalarsi se concorrono simultaneamente fattori biologici, psicologici e sociali in un determinato periodo dello sviluppo del nostro organismo e in un certo viluppo di relazioni interpersonali contestuali. Il cervello è plastico per tutta la vita e, ove non vi siano reali possibilità di guarigione, come nel caso della Encefalite Letargica, delle Meningoencefalomieliti ed altre Nevrassiti, vi sono ampi margini di miglioramento attraverso le cure psicoterapiche e/o farmacologiche, tenendo conto delle caratteristiche psicofisiche costituzionali di ciascun individuo, delle sue potenzialità di apprendimento, e della concreta competenza dello Psicoterapeuta. Il cervello non è immutabile. La Neuroplasticità consente la creazione di nuove sinapsi anche quando, verso e dopo i 70 anni, vi è un progressivo assottigliamento della Neocortex (corteccia cerebrale).


L'IPNOSI CLINICA, se condotta correttamente da Medici o Psicologi seriamente formati, è uno strumento rivolto ai bisogni del paziente. Non implica alcun controllo altrui della propria volontà ma, semmai, aiuta le persone a rendersi più autonome ed indipendenti, in un ambito terapeutico di libera scelta. Come un qualsiasi farmaco, se adoprato male, può rivelarsi più dannosa che utile al ristabilirsi di una condizione di equilibrio e Salute.

L'IPNOSI CLINICA non corrisponde al sonno, come ampiamente messo in evidenza dai dati organici e strumentali che differenziano i due stati, né tantomeno è magia o parapsicologia, frutto di particolari fluidi o poteri: è una facoltà normale con la quale alcune attitudini, come il coinvolgimento immaginativo, vengono amplificate.

Tutti noi abbiamo comunemente esperienze ipnotiche o, meglio, autoipnotiche, quando qualcosa cattura la nostra attenzione.

L'IPNOSI CLINICA si attua con il viraggio dall'abitudinario stato di coscienza al MONOIDEISMO PLASTICO, ovvero la possibilità che ha un'idea rappresentata mentalmente, di estendersi e di realizzarsi nell'organismo con modificazioni percettive, emozionali, muscolari, nervose, viscerali, endocrine ed immunitarie. E' uno stato di coscienza intermedio nel quale la coscienza stessa diventa più circoscritta e profonda e nel quale risulta possibile ottenere risposte psiconeurofisiologiche in rapporto alle caratteristiche costituzionali di ciascuno.

L' IPNOSI CLINICA sfrutta, come dianzi specificato, il concetto di NEUROPLASTICITA': la capacità del cervello di modificarsi attraverso le stimolazioni emotive fornite all'inconscio del paziente durante il colloquio con l'ipnositerapeuta, con significative ripercussioni corporee e comportamentali. Con l' attivazione della propria creatività mediante la Psicoterapia Ipnotica, il paziente riesce a riassociare e riorganizzare il proprio apprendimento esperienziale e, accedendo alle risorse personali interiori, riesce a trasferire il prodotto emozionale delle sue risorse personali nella propria condotta esistenziale, venendo stimolato a creare autonomamente nuove strutture di riferimento e nuovi orientamenti.
La Scuola Ericksoniana considera la possibilità di creare un ponte tra Mente e Corpo attraverso un'azione ipofisaria regolata dall'ipotalamo che, nella sua funzione di trasduttore, convertirebbe gli impulsi nervosi della mente nelle "molecole messaggere" ormonali del corpo. Con la produzione di nuovi peptidi e proteine e con la creazione di sostanze di informazione verrebbe facilitata la comunicazione all'interno delle cellule con la creazione di molecole regolatrici dei processi metabolici.L'ipnositerapia apporta delle modifiche strutturali e funzionali al Sistema Nervoso Centrale e Periferico che, interagendo con il Sistema Endocrino e il Sistema Immunitario, talvolta possono avere ripercussioni sulla stessa espressione genica.



                         Il modus operandi del Dott. MALVASI si rifà in maniera pregnante a quello del Prof. Franco Granone, del Prof. Giampiero Mosconi, del Prof. Camillo Loriedo e di Milton Hyland Erickson.

 

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